Molto bene carissimi amici, oggi trattiamo la saga di Silent Night, Deadly Night in attesa di una data italiana del remake omonimo che uscirà domani in madre patria. Il franchise esordisce con un 1º episodio nel lontano 1984 e sarà l'unico a essere doppiato e commercializzato in Italia come Natale di sangue, mentre i suoi 5 seguiti prodotti tra il 1987 e il 1991 sono ancora oggi rimasti inediti. La trama principale che narra le terribili esperienze e traumi dei fratelli Billy e Ricky Chapman a seguito di un'orribile e sanguinosa notte della vigilia di Natale, sarà spalmata nelle prime 3 pellicole, mentre il 4º e 5º film sono storie completamente slegate e autonome (ma con un sottile trait d'union che lega questi ultimi 2 episodi). Oltre alla serie di film originale, nel 2012 fu realizzato un 1º remake intitolato semplicemente Silent Night anche nell'edizione doppiata in italiano. Se in questi giorni lieti di festa avete voglia di vedere un film in famiglia, sappiate che i contenuti di questo franchise sono tutt'altro che idonei: scene di violenza così esagerata da risultare grottesca, nudo e sesso seppur presenti in fugaci scene. La nostra recensione tratterà in blocco le 3 pellicole delle già citate disavventure dei 2 fratelli in un singolo paragrafo, a cui seguiranno altri 3 paragrafi per trattare singolarmente il 4º e 5º episodio e il remake che possiamo considerare come un 6º episodio privo di numerazione, un re-make/boot deve per lo meno citare la storia originale e volendo cambiare dopo la trama, ma in questo caso, a parte alcune scene del film del 1984 che sono rappresentante come omaggio al 1º film, la storia è completamente differente e autoconclusiva.
Trilogia dedicata ai fratelli Chapman (1984-1989)
Durante la vigilia di Natale, la famiglia Chapman fa una breve visita in una casa di cura per fare gli auguri al nonno dei ragazzini catatonico, e mentre i genitori consultano i medici, Billy rimane solo con l'anziano che improvvisamente si risveglia da quello stato per fare con il nipote strani discorsi su Babbo Natale e su quali terribili punizioni gli avrebbe riservato se fosse stato un bambino cattivo ridendo sinistramente per poi rifingere di essere catatonico con l'arrivo dei genitori del bambino (Billy è stato suggestionato osservando lo stato del nonno? O effettivamente lo stesso ha voluto prevedergli il suo fato?). Subito dopo, la famiglia si rimette in viaggio, e ricordando le parole del nonno, trovando un Babbo Natale in una strada isolata a notte fonda, Billy cercò invano di avvisare i genitori di accelerare e andarsene, ma fu troppo tardi, l'uomo travestito uccise il padre e la madre dopo aver abusato di lei e tentò di eliminare anche lo stesso Billy che era riuscito a fuggire e a nascondersi, risparmiando il fratello Ricky essendo solo un bebè. I 2 fratelli vengono entrambi affidati a un orfanotrofio e ogni qualvolta si avvicinava il Natale, Billy si comportava in modo strano realizzando ad esempio disegni violenti non consoni con la festività ricevendo solo punizioni dalla madre superiore che ignorava quali terribili traumi avesse subito il bambino a differenza di suor Margaret che lo difendeva e cercava di aiutarlo come poteva riuscendo anche a trovargli un piccolo impiego, compiuti i 18 anni, in un magazzino di giocattoli dove si innamora anche di una bella collega scontrandosi con un altro collega fidanzato con la stessa. Tutto sembra andare abbastanza bene per Billy, fino a quando però il proprietario decide di fargli indossare un costume da Babbo Natale per interagire con i bambini e distribuire doni, con il terribile risultato di riportare a galla brutti ricordi del passato del ragazzo di cui avremo un chiaro segnale quando Billy minaccerà una bambina intimorita da lui di punirla se fosse stata cattiva (ricordando le parole del nonno su Babbo Natale) per esplodere in una furia omicida dopo aver visto amoreggiare la ragazza da lui amata con il suo odioso collega in uno sgabuzzino e aver sentito i lamenti di lei che si rifiutava di farlo a lavoro, ricevendo come risposta anche uno schiaffo dal fidanzato, ciò che gli apparve ricordó a Billy la madre abusata e sgozzata da Babbo Natale per cui inizio a uccidere prima l'odioso collega, per poi passare alla ragazza che lo aveva respinto terrorizzata, non risparmiando nemmeno i datori di lavoro. Consumata la carneficina, Billy con ancora addosso l'abito di Babbo Natale, perdendo ogni contatto con la realtà, si convince di essere quella visione distorta del buon vecchio distributore di doni ai pargoli e a uccidere gente a caso per punire la loro condotta immorale, seguendo i principi inculcati dalla terribile madre superiore che pianifica di uccidere per vendicarsi delle punizioni che gli aveva impartito. Tuttavia, suor Margaret, parlando con le autorità riesce a intuire le mosse di Billy e salvare la vita della madre superiore, ma non impedire la morte del ragazzo che viene trivellato di colpi sotto gli occhi del fratello Ricky. Il 2º film è proprio dedicato al 2º fratello che impazzisce commettendo terribili omicidi seguendo la linea di Billy per punire le persone malvagie prima di essere arrestato. In realtà non succede granché, per aumentare il minutaggio, Ricky viene intervistato in prigione da uno psicologo e prima di raccontare delle cause del suo raptus omicida, ricorda attraverso i ricordi anche del fratello (e lunghi filmati di archivio del 1º film) molti eventi precedenti, per poi finalmente narrare la sua adozione, il suo fidanzamento e l'uccisione dell'ex della sua ragazza che continuava a molestarla, per poi uccidere la stessa poiché dopo aver assistito all'omicidio affermò di odiarlo. Dopo il lungo flashback, Ricky fugge dalla prigione e continua la sua scia di sangue ai danni degli empi e finirà quello che il fratello non era riuscito a compiere uccidendo l'odiosa madre superiore prima di essere freddato apparentemente dalle autorità sempre condotte da suor Margaret. Il 3º film è quello più assurdo di questa trilogia, Ricky, pur avendo il cervello in pappa, viene operato e sopravvive rimanendo in coma, un ambizioso dottore vuole condurre degli esperimenti per studiare il coma e si avvale di una bella ragazza cieca con poteri sensoriali e di preveggenza in grado di poter entrare nella mente di Ricky e riviverne i ricordi, fino a quando la ragazza decide di interrompere gli esperimenti inorridita, forse temporaneamente, per passare le feste di Natale con la nonna, il fratello e la sua ragazza che odia per chi sa quale motivo. Ricky, ridotto quasi a una sorta di Frankenstein, si risveglia dal coma quando un uomo vestito da Babbo Natale si farà beffe di lui e ovviamente subito dopo lo stesso farà una bruttissima fine. Il Babbo Natale irriverente sarà solo la 1ª di una lunga serie di omicidi del redivivo Ricky che avendo stabilito un contatto telepatico con Laura le darà una spietata caccia.
Considerazioni finali
In generale, questi primi 3 film hanno un budget visibilmente risicato, il 1º episodio, nonostante la quasi artigianalità, risulta carino, mi piace Billy come personaggio e ritengo ben studiata la casistica che lo portò alla terribile furia omicida. Il 2º episodio, invece, è poco originale, sarebbe potuto essere un mediometraggio di una ½ ora, ma hanno preferito di riempirlo di lunghe sequenze del 1º film, e in sostanza questo 2º episodio si limita dunque a imitare il predecessore trattando la follia di Ricky pur non avendo vissuto in prima persona gli eventi della morte dei genitori, o meglio, essendo troppo piccolo non sarebbe stato in grado di ricordarli e infatti, il racconto del doloroso ricordo viene visto attraverso la lente del fratello Billy così come i suoi maltrattamenti e punizioni e gli inutili tentativi di Ricky di difendere il fratello. Forse le cause della follia di Ricky sono da attribuire alla vista del fratello morto ucciso dalla polizia? Pur odiando la madre superiora, Ricky ha una vita decisamente più felice grazie alla sua adozione, ma nonostante ciò, il seme della follia è impiantato anche in lui, e una volta sbocciato compie efferati omicidi con un modus operandi identico a quello del fratello per cui non ho visto una particolare originalità in questo sequel. Il 3º episodio, manda in vacca quanto visto nei primi 2, la trama è molto dilatata e il ritmo è lento e noioso, non ho affatto gradito la "deriva Frankenstein" forzatissima di questo episodio conclusivo, inoltre i poteri di Laura che sembrerebbero portentosi e in grado di permettere la sopravvivenza della ragazza non hanno avuto alcuna rilevanza significativa, la sua sopravvivenza è più che altro frutto del caso.
Voto: 6/10
Silent Night, Deadly Night 4: Initiation (1990) di Brian Yuzna
Iniziamo ora a trattare i film slegati dalla trama singolarmente partendo dal 4º episodio che cambia drasticamente le carte in tavola con una deriva horror psicologico. Il film si apre con 2 giovani reporter, Kim e Hank nel loro nido d'amore mentre in TV mandano in onda un servizio su una donna carbonizzata precipitata da un palazzo che rapisce completamente Kim, incurante delle effusioni del suo ragazzo. Al termine del rapporto sessuale, Kim fa pressioni al fidanzato per convincere il loro capo ad affidargli il caso, ma questi è maschilista e ignora del tutto la richiesta limitandosi a dire alla ragazza di continuare le sue mansioni minori all'interno della redazione. Tuttavia, Kim non demorde e inizia a fare un inchiesta chiedendo informazioni a una libraia di nome Firma il cui negozio si trova proprio nell'edificio dal quale la donna si era gettata. Firma risponde vagamente alle sue domande di Kim e le dona un libro con strani culti e rituali satanici femministi che la giornalista inizierà a leggere durante la vigilia di Natale e in breve cose strane succederanno nella sua abitazione che si riempirà di insetti di ogni tipo, ma il peggio sarà il fatto che la donna cadrà nelle mani di una setta di streghe misantrope e la sua vita e quella del giovanissimo cognato, scelto come vittima sacrificale, saranno in pericolo.
Considerazioni finali
Da un regista del calibro di Brian Yuzna mi sarei aspettato molto di più. Il ritmo è molto lento e tedioso, ho apprezzato molto le scene in cui la povera Kim è invasa da milioni di insetti ripugnanti che mettono, se non proprio tensione, un certo disgusto. Gli effetti speciali sono molto buoni, soprattutto nelle scene body horror, ma ciò non basta per salvare questa pellicola che risulta avere una sceneggiatura povera, blanda e con pochissime idee, infine non si riesce a respirare un minimo di atmosfera natalizia come nei suoi predecessori.
Voto: 4/10
Silent Night, Deadly Night 5: The Toy Maker (1991) di Martin Kitrosser
Inizialmente avevo qualche dubbio se integrare il 4º e 5º film in un singolo paragrafo: diretto da Martin Kitrosser, e sceneggiato proprio da Brian Yuzna, in effetti, è presente nuovamente il personaggio di Kim (interpretato dalla stessa attrice), ma la sua presenza è del tutto irrilevante, la ragazza a solo l'amica e confidente della giovane madre che insieme al figlio passeranno delle vacanze natalizie infernali. Il film dunque è perfettamente godibile singolarmente (al massimo Kim accennerà vagamente alle sue esperienze passate, ma senza sbottonarsi più di tanto). Un ragazzino di nome Derek riceve un misterioso regalo sull'uscio della porta dopo aver aperto la porta a notte fonda sentendo bussare il campanello, il padre si adira molto e rimprovera il figlio per essere rimasto ancora sveglio a quell'ora e aver aperto la porta con leggerezza e ispeziona il regalo che all'apparenza risulta essere un innocuo giocattolo, ma che una volta attivato, quasi prendendo vita propria ucciderà l'uomo sotto lo sguardo inorridito del figlio che perderà l'uso della parola a causa del trauma. Durante la vigilia di Natale successiva, per tirare il morale a Derek, la madre decide di accompagnarlo in un negozio di giocattoli gestito da un tal Joe Petto (che con un po' di fantasia sembra quasi essere Geppetto) e dallo strambo figlio Pino(cchio, i loro nomi, infatti. non sono stati scelti a caso e ho gradito la scelta nel finale), ma il bimbo ha il terrore dei giocattoli ricordando quando accaduto al padre liquidato come semplice incidente. Successivamente, la madre di Derek noterà atteggiamenti strani da parte del giocattolaio e soprattutto dall'eccentrici figlio e verrà inseguita e pedinata da uno strano uomo mentre casi di incidenti e morti attribuiti a giocattoli non proprio a norma continueranno ad aumentare.
Considerazioni finali
Pur essendo diretto da Kitrosser, il tocco di Yuzna nella sua sceneggiatura si sente molto. Ho apprezzato in particolare le animazioni dei giocattoli killer e le morti causate da questi. Il ritmo del film, pur subendo qualche rallentamento risulta essere divertente, in assoluto non un film degno di nota, ma neanche così malvagio da non meritare una visione, in particolare ho apprezzato il finale che finalmente svela il perché dei nome del giocattolaio del figlio. Indubbiamente migliore del precedente.
Silent Night (2012) di Steven C. Milller: possiamo davvero considerarlo un remake?
Come già scritto nell'introduzione, non considero questo film un remake perché non viene riproposta la storia del film originale neanche in modo parziale se non per un'uccisione particolarmente efferata del film del 1984 ben ricreata, e la presenza di un nonno catatonico che non è neanche imparentato con il Babbo Natale assassino del film che ucciderà sempre per punire gli empi, il quale ha una profondità psicologica nulla e le cui origini saranno spiegate in un lampo. La protagonista è una giovane poliziotta che continua a rimuginare sulla morte non meglio specificata del marito, pur essendo la vigilia di Natale e desiderando passarla con i propri genitori, la donna di nome Aubrey riceve la telefonata del suo capo che la esorta a recarsi subito in centrale perché un Babbo Natale grande, grosso e cattivo sta uccidendo gente a caso solo perché da lui reputata malvagia e le sue vittime preferite saranno per lo più drogati, fedifraghi, prostitute ecc... Audrey non avrà vita facile, perché in quei giorni di festa ovviamente tutti si travestivano da Babbo Natale, inoltre, non solo il misterioso killer, ma anche altri criminali apprezzeranno molto il particolare tipo di travestimento e come se non bastasse, l'odioso e spocchioso capo della poliziotta crederà sempre nelle sue discutibili capacità deduttive e di indagine screditando le parole della sua sottoposta che al contrario si avvicinerà sempre di più al colpevole.
Considerazioni finali
Oltre alla pessima recitazione che in realtà affligge un po' tutto il franchise, il film si riduce a essere un film poliziesco approssimativo e raffazzonato la cui professionalità della polizia è fortemente discutibile: troviamo un capo della polizia della piccola cittadina che non vuole richiedere aiuto dall'esterno per prendersi il merito di aver catturato il misterioso assassino da solo, maschilista e con complessi di superiorità, talmente stereotipato che sembra sia stato creato per denunciare velatamente l'inefficienza delle autorità. Gli altri membri della squadra saranno degli inetti totali e solo la protagonista riuscirà a fare concretamente passi in avanti nell'indagine che però non è redatta in modo professionale, e la scoperta del colpevole sarà più che altro frutto del caso e di qualche intuizione. Noioso e poco stimolante anche dal punto di vista dell'indagine investigativa.
Voto: 4/10
Gerry
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