Molto bene carissimi amici, come sapete, a causa di impegni e delle già troppe recensioni dedicate a film e fumetti, non ho tempo per dedicarmi anche a serie TV. Sul nostro blog abbiamo trattato sia della 1ª trasposizione in assoluto del 2001 (realizzata proprio in Polonia) di The Witcher (qui) che i recenti film di animazione di Netflix (qui), e dato che è uscito un nuovo film intitolato The Witcher: La banda dei Ratti (The Rats: A Witcher's Tale), diretto da Mairzee Almas, legato all'attuale serie TV, che non ho la possibilità di vedere, ma che mi ha dato l'impressione (corretta) di poter essere visto come film a sé stante, oggi lo trattiamo.
In un farward il film ci spoilera (non per chi ha seguito la serie ovviamente) che il cacciatore di taglie Bonhart fa prigioniera Ciri, e la conduce piangente su un carro sopra il quale c'è una botte con le teste in salamoia di alcuni criminali che sembrano avere un legame con lei. Il film procede con un lungo flashback, che durerà per quasi l'intero film, dove ci verranno mostrate le origini della squadra di orfani che avevano stretto tra loro un patto di sangue tra loro e si erano specializzati come esperti ladri soprannominati "ratti", prima dell'incontro con Ciri e della loro triste sorte. Ogni ratto ha le proprie tristi esperienze, e ciascuno ha il proprio compito funzionando efficientemente come un orologio svizzero, fino a quando, durante l'esecuzione di un colpo, un meccanismo di questo orologio inizia a guastarsi: infatti, a causa di alcune visioni di una ragazza di nome Mistle, la stessa rischia di farsi ammazzare dagli avventori inferociti di una taverna dopo che avevano realizzato che i ratti stavano rubando, mettendo in pericolo anche i suoi stessi compagni. Dopo essere sopravvissuti e fatto una strigliata a Mistle, è proprio lei a ricordarci le sue origini nobili passate: avrebbe dovuto sposare un uomo di cui non era innamorata mentre manteneva una relazione amorosa con un'ancella (che rivede nei suoi sogni a occhi aperti in circostanze scomode), econ la quale era felice fino all'attacco degli uomini di Emhyr, guidati dal mercenario Bert Brigden che prese entrambe le ragazze prigioniere; solo Mistle riuscì a fuggire senza avere più alcuna notizia dell'amante. Dopo la struggente storia di Mistle, i nostri ladri, nonostante lei sia particolarmente coinvolta in un furto in cui avrebbe potuto rivedere lo stesso infame mercenario che assalto il suo regno, i ratti decidono lo stesso di rischiare facendo un grosso colpo sottraendo il denaro delle scommesse dell'arena costruita da Dominik Houvenaghel, di cui una parte era stata rubata proprio da Bert che con il suo mago, crea una creatura che vorrebbero vendere a peso d'oro a Emhyr nonostante i grossi rischi. Dopo un 1º tentativo fallito di rubare il denaro proprio a causa della presenza della creatura mostruosa di guardia al bottino, i ratti sono disperati, ma non demordono: chiedono l'aiuto per l'uccisione dell'essere a un Witcher ubriacone che era stata proprio vittima del loro furto nella taverna a inizio film, diventato l'ombra di sé stesso dopo una missione nella quale perse la vita l'unico collega e uomo che potesse considerare suo amico. Il Witcher, di nome Brehen, dopo i primi dissapori, non tanto per il denaro, ma perché dopo tanto tempo nella sua vita non si sentiva più solo e addirittura quasi considerato un membro di famiglia, decide di accettare il loro ingaggio. Il colpo, studiato nei minimi dettagli, complicherà le vite non solo dei ratti, ma anche del malvagio Bert a causa proprio dell'arrivo di Bonhart, che tra l'altro è anche il cugino di Houvenaghel che non avrebbe mai accettato la commercializzazione della creatura mostruosa che avrebbe potuto compromettere l'incolumità del parente.
Considerazioni finali
Voto: 6/10
Gerry
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