Molto bene carissimi amici, sinceramente avrei fatto a meno della visione di questo film tratto da un omonima serie TV dedicata ai più piccoli, ma dato che amo la DreamWorks e vedo tutti i suoi film, oggi recensiamo La casa delle bambole di Gabby: Il film (Gabby's Dollhouse: The Movie) di quest'anno diretto da Ryan Creco, che utilizza la tecnica mista del live-action per i personaggi umani e l'animazione in a CGI per i personaggi gatteschi. Pellicola nettamente inferiore, a mio avviso, ad altre ottime dello studio di animazione che ci siamo goduti nel 2025 quali Dog Man e l'eccezionale remake live-action di Dragon Trainer.
Nonna Gigi realizza per la nipotina Gabby una casa molto colorata delle bambole dove in ciascuna delle numerose stanze abita un gattino giocattolo antropomorfo con i quali è possibile interagire indossando un paio di orecchie da gatto, strizzandosi un orecchio e poi l'altro e invocando il nome di un peluche rigorosamente felino di nome Pandy Panda per potersi rimpicciole ed entrare nella casetta e conversare con i propri abitanti. Gabby, divenuta una signorina, riceve la visita della nonna e insieme partono verso la sua casa a Cat Francisco (abitato da gattari patologici dove qualsiasi attività come ristoranti, bar ecc sono a tema) trainando un carrello agganciato all'auto la casa delle bambole per garantire un trasporto sicuro della stessa e dei suoi abitanti. Una volta a casa di nonna Gigi, mentre la donna conversa con la nipote, Birbagatto, uno dei gattini di plastica birbantello che prende vita, sgancia accidentalmente il carrello dall'auto e la casa delle bambole viene trascinata via, senza che Gabby potesse recuperarla, nei pressi di una bancarella dove un'acida gattara di nome Vera la sottrae a un'odiosa ragazzina pagandola con parecchie mazzette di dollari sonanti. Una volta giunti nella sobria casa di Vera piena di pupazzi e giocattoli da collezione ovviamente gatteschi, i gatti della casa delle bambole di Gabby vengono disposti qua e là per abbellire l'abitazione eccentrica della donna, ed essi prendono vita per cercare di ritornare alla casa della nonna di Gabby, mentre la ragazzina si rimpicciolisce per poter scovare finalmente i propri pupazzetti felini e conoscendone altri messi da parte da Vera. Tra questi vecchi giocattoli felini dimenticati, il loro leader Belfiocco é un gatto di peluche un tempo molto amato da Vera quando era piccola, che decide di occupare abusivamente la casa delle bambole cacciando Gabby e i suoi legittimi proprietari perché vuole spassarsela e non essere mai più messo in un cassetto. Nonna Gigi, una volta informata della situazione critica, si rimpicciolirà a sua volta per aiutare la nipote ricevendo anche l'aiuto riluttante di Vera che riscoprirà la magia di diventare nuovamente bambina.
Considerazioni finali
Probabilmente, essendo un vegliardo, non ho per nulla apprezzato il film che chiaramente si rivolge a un pubblico di più piccoli grazie ad un'animazione in CGI carina e molto colorata, mentre le canzoni invadenti e pallose che spezzano il ritmo di quel poco di trama presente solo per arrivare a circa 1h e ½, sono piuttosto orecchiabili. Nonostante sia un grande amante dei gatti (ne ho 5), ho trovato la storia piuttosto noiosa e scopiazzata da Toy Story per lanciare il messaggio che prima o poi, con l'età adulta, gradualmente si mettono nei cassetti i propri giochi e si perde interesse per essi a causa degli impegni della vita, anche se una parte infantile resta ugualmente e alimentarla rende più magica e briosa la vita. A mio avviso, è solo una costosa pubblicità, come la serie TV, per vendere la propria linea di giocattoli.
Voto: 5/10
Gerry
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