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The Life of Chuck (2025): Un coraggioso ragazzo, conscio del suo futuro, vivrà la vita al massimo

Molto bene carissimi amici, oggi torniamo a parlare di un film basato sulle opere di Stephen Edwin King, che pur presentando leggerissimamente alcuni aspetti tipici delle sue opere, tratta un tema differente quale la vita e la morte e di cosa succede all'universo fatto di ricordi ed esperienze dopo aver varcato il ponte dell'arcobaleno, soprattutto quando un mostro nel cervello distrugge gradualmente i nostri ricordi. Film bellissimo e acclamatissimo da pubblico e critica, The Life of Chuck, diretto da Mike Flanagan, era già stato presentato l'anno scorso al Toronto International Film Festival, ma solo quest'anno ha avuto una distribuzione più ampia al cinema. Sarà difficile non fare spoiler in quanto narrativamente parlando, il film è suddiviso in 3 atti che però si succedono a ritroso: si parte dal 3 e si giunge al 1º in cui si conoscerà finalmente nel dettaglio la vita del misterioso Charles Krantz, per gli amici Chuck.


Come sapete sono un amante della time-line e soglio riportare gli eventi seguendo il loro ordine, per cui tentando di non fare particolarmente spoiler partirei proprio dal 1º capitolo che corrisponde al finale, per cui, onde evitare il rischio di scrivere troppo, saltate e passate al seguente paragrafo nel caso. 

Chi è Charles "Chuck" Krantz? (Possibile spoiler)

Dopo un tragico incidente in cui perirono i genitori e la sorella che la madre del nostro protagonista portava in grembo, Chuck sopravvisse per il semplice fatto che fu lasciato ai suoi nonni in custodia e che dopo il funerale, e dunque crebbe nella loro austera casa in stile vittoriano dotata di una misteriosa camera rigorosamente sotto chiave che dava accesso a una cupola che era per lui off-limits. Chuck crebbe divenendo un bambino educato ed intelligente che si appassionò alla danza grazie alla nonna che dopo aver superato il dolore per la perdita del figlio e della nuora, trasmise la sua passione al nipote. Il nonno contabile, invece affogata il dolore nell'alcol e nel suo lavoro, ed è proprio durante una sbronza che egli, in parte, rivelò a Chuck il segreto della stanza segreta che a suo dire, gli avrebbero mostrato delle visioni di eventi nefasti che si sarebbero avverati nel futuro. La passione per la musica e la danza divennero così forti che Chuck si iscrisse a un corso extra scolastico di danza e fece colpo su quella che nei precedenti capitoli sarebbe divenuta sua moglie. Dopo un piccolo incidente in cui Chuck si procurò una vistosa cicatrice, a seguito della morte dei suoi nonni paterni e il suo rifiuto di abbandonare la casa per andare a vivere con quelli materni, oramai prossimo alla maggiore età e al suo ingresso al college, rovistando tra gli effetti personali del nonno, afferrò il mazzo di chiavi con le quali avrebbe aperto finalmente la misteriosa porta della stanza che dava sulla cupola per scoprire con orrore cosa gli sarebbe successo nel futuro, decidendo di continuare a vivere comunque al massimo la sua vita stoicamente.

La modellazione del mondo di Chuck, e il suo collasso in stile disaster movie

Nel 2º atto, Chuck ci viene mostrato come un austero banchiere nell'atto di recarsi ad una conferenza, ma lungo il suo cammino, venendo preso dal ritmo di una batteria suonata da un'artista di strada, un fiume di ricordi di infanzia, delle persone che gli vollero bene e della sua breve militanza in una band dove si esibiva in eleganti passa di danza, lo portarono senza neanche rendersene conto a danzare e coinvolgere una perfetta sconosciuta in un ballo che scaldò il cuore dei passanti, ma tra un passo e l'altro, Chuck lamento alcuni dolori alla testa (che con un po' di fantasia sono facilmente riconducibili a qualcosa di brutto brutto). Il 1º capitolo è all'interno di una scuola dove un maestro di nome Marty fa leggere a uno studente la poesia di Walter Witman Canto di me stesso (Song of Myself) e si concentra moltissimo sul passo "Contengo moltitudini" il cui significato ci verrà parafrasato nel dettaglio nell'ultimo capitolo, ma che in grosso modo vuole sottolineare come le moltitudini sono nella nostra mente ed è tutto ciò che dorma il nostro universo. Cosa accade però quando una persona è in punto di morte? Cosa succede quando il cervello a causa di una grave condizione inizia a dimenticare e a distruggere il mondo che abbiamo costruito e che ci definisce? È proprio quello che in modo molto suggestivo ci viene mostrato nel 1º capitolo con un universo distorto e alternativo scaturito forse da un delirio di Chuck dovuto all'aggravarsi della sua condizione in cui compaiono personaggi che aveva incontrato nella sua vita e vengono citate nozioni che aveva appreso in veste alternativa in un mondo sul punto di collassare. Marty aveva incontrato Chuck, ma in questo mondo non ha la più pallida di chi sia, durante la sua lezione, i suoi studenti lo avvertono che un colossale terremoto ha causato il cedimento di una grossa porzione della California, provocando molte vittime e causando problemi di connessione internet. Improvvisamente apparve un vistoso cartellone pubblicitario posto sull'edificio di una banca di questo tizio chiamato Charles Krantz, per gli amici affettuosamente Chuck, che viene ringraziato per i suoi "39 anni fantastici". Convinto che si tratti di una trovata pubblicitaria, Marty non ci fa caso, ma di giorno in giorno altri malfunzionamenti interrompono le comunicazioni, provocano blackout, ma Chuck è onnipotente e compare su altri cartelli ovunque e persino in spot pubblicitari, sulle vetrate fosforescente delle case avvolte dall'oscurità. Oramai conscio che la fine del mondo è imminente, Marty si riavvicina alla sua ex infermiera che aveva notato strani malfunzionamenti alle strumentazioni ospedaliere con incessanti bip, e quando i 2 ex si incontrano, si preparano alla fine mentre l'universo collassa definitivamente con l'esplosione di tutte le stelle, simboleggiando che nulla è eterno, la morte è la fine di tutto che gradualmente porta via con sé anche l'universo che forma parte della nostra vita per cui è importante avere una famiglia che ci resti accanto fino all'ultimo respiro e ci ricordi.

Considerazioni finali

Il film che a mio avviso, potrebbe rientrare nelle migliori pellicole degli anni 2024/2025 grazie a un idea originale che poteva essere partorita solo dal poliedrico Stephen Edwin King e dalla regia di Mike Flanagan che aveva diretto anche il sequel di The Shining: Doctor Sleep. Interessante la progressione a ritroso dei 3 atti e di come la storia iniziale, apparentemente autoconclusiva, nasconda dettagli dell'infanzia e adolescenza di Chuck e delle sue esperienze che compaiono nei seguenti 2 atti, che non riguardano solo la sua passione per la danza, ma anche il ricordo della poesia letta in classe e la spiegazione che chiese alla sua maestra sul concetto delle proprie moltitudini come complesso di ciò che ci rende noi stessi, la presenza di persone che Chuck ha conosciuto in vita come il suo maestro Marty, o un amico del nonno che gestisce le pompe funebri ma che in gioventù voleva diventare meteorologo, il discorso sulla nostra esistenza che se confrontata con la formazione dell'universo è solo un attimo, l'importanza della matematica e della possibilità che sia una forma d'arte che regola tutto che lo legavano al suo affettuoso quanto misterioso nonno, e ovviamente il ricordo dei suoi cari che si stringono al suo capezzale, ringraziandolo per quei pochi anni vissuti insieme e che è l'ultimo ricordo a cui Chuck si aggrapperà fino alla fine invadendo il suo mondo formato dalle molteplicità mentre collassa con la sua morte. Il finale, pur non essendo affatto horror nonostante l'aspetto paranormale tipico Kinghiano, mi ha particolarmente inquietato quando il giovane Chuck scopre quale sarà il suo destino decidendo ugualmente e coraggiosamente di vivere la sua vita. Interpretazione splendida degli attori e in particolare quella di Thomas William Hiddleston che per quanto sia il protagonista, in realtà ha pochissime battute.

Voto: 9/10

Gerry

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