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Avarat (2010): La spassosa parodia di Ortolani di Avatar

Molto bene carissimi amici, dopo esserci goduti il 3º episodio di Avatar, nella lunga attesa del 4º episodio che, salvo imprevisti, uscirà in Italia il 20 dicembre 2029, oggi trattiamo una mini-serie parodia in 2 albetti pubblicata nel 2010 da Panini come altre opere di Leonardo Ortolani, che nella sua 1ª edizione presentava dei disegni 3D e gli occhialini.

La mini-serie è suddivisa in 2 parti così come il numero dei suoi albi. Nella 1ª parte, l'anonimo protagonista (dalle fattezze del ben noto Rat-Man) si trova in una delle tante vaste foreste di Pandora con l'intento di stabilire un contatto con la natura selvaggia pensando di poter sopravvivere (con molta fortuna) grazie all'ausilio della sua carta di credito e, superati diversi ostacoli, nota una panetteria con un enorme statua ornata di scheletri umani che indicava chiaramente che l'accesso agli stranieri era vietato, ma il nostro eroe, non per coraggio, ma per la sua emerita stupidità, oserà entrare e sarà subito catturato dai nadali (na'vi). Invece di ucciderlo, i nativi lo accolgono sul loro albero casa concedendogli un guida che è un gran pezzo di figliola di nome Sunèi (che i suoi simili, pur di non fare pensieri peccaminosi su di lei, cercheranno di ignorare pensando alla propria nonna morta) che gli insegnerà come vivere nella loro società, sopravvivere e riuscire a cavalcare un gracchiosauro per ultimare il suo addestramento, rifiutando le sue ossessive avance. Superate le varie prove, il capo del villaggio nadali da un nome al protagonista chiamandolo Avarat, che nella lingua locale significava "oloturia" ovvero il cetriolo di mare che può ospitare dei piccoli pescetti attraverso il proprio ano. Completata la formazione di Avarat e accettato nella tribù, la 2ª parte è dedicata invece all'invasione terrestre da parte di un soldato anoninimo, ma palesemente ispirato a Quaritch, che a bordo di un enorme astronave il cui scafo è troppo duro per essere scalfito dalle lance dei nativi, inizierà a fare una mattanza mentre Avarat tenta di alzare il morale dei nadali e trovare un modo per sconfiggere l'invasore, e ci accorgeremo che in realtà il protagonista è un semplice spettatore che si immerge completamente nell'esperienza cinematografica offerta dalla sala per poi ritornare alla vita di tutti i giorni.

Considerazioni finali

I disegni e l'umorismo in generale è molto simile allo stile presente in altre opere del maestro Ortolani come Rat-Man, Venerdì 12, 299+1 ecc... Indubbiamente l'intento dell'autore è quello di mostrare la potenza del cinema e di alcuni film immersivi che ci consentono di evadere per una manciata d'ore dalla vita ordinaria della propria routine, ma anche sulla necessità di staccare dal tran tran della vita quotidiana per riscoprire la bellezza della natura, criticando attraverso Avarat, proprio la difficoltà di abbandonarsi completamente ad essa non essendo in grado di vivere senza le comodità della vita civile con una carta di credito che ci permette di avere tutto e subito, perfettamente inutile per sopravvivere nella foresta selvaggia e alle sue fiere.

Voto: 7/10

Gerry

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