La nascita del magnifico kabukimono Keiji e il suo esilio
La storia è ambientata a cavallo tra il periodo Sengoku e quello Momoyama, costernato da infinite lotte di potere tra clan di famiglie di antichi samurai. Il protagonista è il kabukimono (un samurai ribelle ed eccentrico soprattutto nel modo di vestire, ma dai valori incrollabili) di nome Keiji Maeda, figlio legittimo di Takigawa Masuuji e una concubina di cui si innamorò il suo vassallo Toshihisa Maeda che ignorava che la donna fosse incinta; secondo la consuetudine dell'epoca, per preservare l'onore del proprio clan, Toshihisa avrebbe dovuto ucciderla poiché il figlio non era suo, ma essendo innamoratissimo, accolse con gioia la nascita dell'appena nato rampollo Maeda. A essere meno felice della nascita di Keiji, invece era suo zio Toshiie che temeva che il nipote potesse soffiargli l'eredita del clan Maeda e inoltre era geloso della moglie Matsu, assai più giovane di lui, che fu la compagna di giochi di Keiji (che ne è profondamente innamorato anche se occasionalmente avrà rapporti con altre donne) e del suo migliore amico e compagno di allenamenti militari Okumura Sukeemon. Keiji cresce praticamente nei campi di battaglia, inizialmente servendo Oda Nobunaga, e la prima battaglia di cui abbiamo testimonianza nel 1° albo, in cui Keiji si distingue, è quella contro la famiglia Hojo che sarà la principale famiglia avversaria a dare filo da torcere a Oda prima e poi al suo ex servitore Hideyoshi Toyotomi che gli succede arrivando all'importante carica di Kanpaku, ovvero di reggente dell'imperatore. Durante lo scontro con gli Hojo, l'esercito di Oda aveva penuria di cavalli a causa di un cavallo enorme che li uccideva doveva essere abbattuto, ma Keiji pur di non uccidere quel magnifico animale possente quanto lui, lo seduce quasi come se fosse una donna formando un rapporto molto bello di stima reciproca che si consolida nel giro di una settimana, e con il cavallo in groppa, che chiama Kagematsu, Keiji sarà inarrestabile sul campo di battaglia aiutando anche l'amico Okumura che stava resistendo in una fortezza della città di Kaga. A seguito della morte di Oda e la successione di Hideyoshi, Toshiie viene sconfitto e diventa un suo importante vassallo a cui concede anche un discreto territorio che teme continuamente di perdere a causa di suo nipote che Hideyoshi, memore di un passato da Kabukimono, era curioso di conoscere, ma Toshiie cerca di evitarlo cercando di uccidere suo nipote servendosi del capo dei suoi ninja, Shome che ogni volta che tenta di eliminare Keiji si ritrova ferite e danni permanenti. Il 1° tentativo di assassinio di Shome è quando aizza contro Keiji l'inquietante tagliagole Gankibo, accompagnato contro la sua volontà da una ragazzina, all'apparenza attorno ai 7/8 anni, di nome Ofu, ma Keiji uccide il suo avversario senza che riesca nemmeno ad accorgersene riscattando la ragazzina originaria di Kyoto che diventa una dei suoi numerosi compagni di viaggio. Dopo aver sopportato a lungo suo zio, a seguito della morte del caro padre adottivo, Keiji ne combina una delle sue per umiliare lo zio e abbandonare, in compagnia di Ofu, la propria città scegliendo come prima meta Kyoto.
La vita da esule di Keiji, nuovi alleati e battaglie fino alla sconfitta degli Hojo
Ancor prima di lasciare la propria città, Keiji accoglie il bizzarro ninja traditore di Shome, il quale aveva ucciso anche alcuni suoi uomini, di nome Sutemaru, che si dimostra un suo vassallo fedelissimo poiché in buona fede lo ammira anche se ammette candidamente di volerlo assassinare un giorno poiché a causa di Kagematsu suo fratello era morto, ma Keiji si fida di lui perché si accorge che quando tenta di mentire i suoi occhi diventano strabici. Durante la sua permanenza a Kyoto, Keiji da una lezione a un arrogante signorotto che aveva tentato di umiliare il suo nuovo vassallo e ne conosce il suo stimato padre mercante e grande cerimoniere del tè Sen no Rikyu, che contava nel suo seguito anche dei vassalli cristiani con i quali, insieme anche a Ieyasu Tokugawa (che aveva servito con Hideyoshi Oda) al quale aveva firmato dei documenti che dimostravano la sua lealtà, pianificavano proprio l'uccisione del reggente dell'imperatore. Keiji, mal interpretando un discorso dell'amata Matsu, decide proprio di uccidere Hideyoshi cercando di inscenare uno spettacolino provocatorio per avvicinarsi maggiormente al suo cospetto e poterlo assassinare evitando le guardie presenti nell'ampio salone, ma dialogando, Keiji, che ogni qual volta incontra un avversario che potrebbe uccidere tranquillamente, ma dalle grandi virtù, finisce per essererne sempre ammaliato e volerlo risparmiare o al massimo ucciderlo in un campo di battaglia, apprezza gli alti valori di Hideyoshi ed è convinto che sia degno di poter governare il paese, dal canto suo Hideyoshi lo ammira tantissimo e con la sua autorità gli permette di poter sempre e comunque imporre la propria volontà su chiunque e la famiglia Maeda ottiene ancora più prestigio. A causa della nuova ottima posizione di Keiji, molti kabukimono sono gelosi e lo sfidano a duello, compresi alcuni vassalli che obbligano un povero ragazzo di cui sono gelosi, cognato del capo militare della famiglia Uesugi di nome Kanetsugi Naoe, a sfidare Keiji che accetterà solo se anche gli altri vassalli si presenteranno sul luogo della sfida e questi furiosi uccideranno il povero ragazzo innocente. In questa drammatica situazione, Keiji farà amicizia con Kanetsugi, e dopo aver vendicato la morte del vassallo innocente e aver conosciuto anche il signore di Kanetsugi chiamato Kagekatsu Uesugi, Keiji sarà un loro fedele alleato e toglierà loro le castagne dal fuoco durante la battaglia presso l'isola Sado contro la famiglia ribelle degli Honma. Gli Hojo tornano alla ribalta, e inizialmente tentano di separare Hideyoshi dall'imperatore provocando uno scandalo, si scopre che Ofu è originaria del villaggio di orchi dotati di poteri magici (stranamente abitato da autentiche bellezze femminili) di Nagire, ed è il frutto dell'amore proibito di una donna locale con il capo dei cortigiani imperiale filo Hideyoshi, è portare alla luce tale verità, strumentalizzando la povera Ofu, provocherebbe un indicibile polverone mediatico. Per cui, sia gli uomini di Hojo che quelli di Hideyoshi combatteranno per avere la ragazzina e verranno coinvolti e uccisi anche diversi abitati di Nagire, ma Keiji difenderà la ragazzina e uno dei suoi abitanti affezionatissimi a Ofu che l'aveva cresciuta come una figlia di nome Iwabee, in grado di leggere nel pensiero, diventerà su sua richiesta un altro vassalo di Keiji. Dopo aver assaltato il castello appartenete a un castellanno di Hideyoshi, praticamente la famiglia Hojo si scava la fossa con le proprie mani, poiché Hideyoshi può contare su un esercito congiunto con quello dei propri Damyo praticamente infinito iniziando una battaglia corale in cui compaiono Ieyasu, Toshiie e molte importanti personalità conosciute proprio da Keiji. Durante le prime fasi della guerra, Keiji conoscerà e dovrà fare da balia a un tale Yukimura Sada che è considerato da suo padre solo come un pedina, ed è inoltre ostaggio di Hideyoshi, ma grazie a Keiji, il ragazzo sarà libero e potrà incontrare anche il suo idolo Masamune Date che si alleerà con Hideyoshi dopo aver rotto i suoi rapporti con la madre che era disgustata dalla sua menomazione ad un occhio e voleva ucciderlo per far salire al potere l'altro suo figlio. Con un simile esercito alle dipendenze di Hideyoshi, dopo alcune significative vittorie militari, l'obiettivo finale rappresentato dalla presa del castello di Odawara avviene senza colpo ferire perché i restanti Hojo, assediati e logorati si arrendono e vengono giustiziati.
La minaccia cristiana dietro l'innocente evangelizzazione, la mancata guerra di Corea e la battaglia definitiva di Sekigahara
Yoshiro, figlio di Sen e di una donna occidentale di nome Lisa, ex prigioniera di una nave pirata, incontra fortuitamente Keiji e lo avverte della minaccia cristiana che vuole evangelizzare Corea e Cina per poi farne colonie militarmente, tra l'altro, Hideyoshi avendo bisogno di nuove terre per i vassalli, non essendoci più terra da spartire in Giappone, ordinò una spedizione in Corea a cui Sen si ribellò e venne costretto a fare seppuku. Yoshiro era gravemente ammalato, per cui prima di morire stava cercando un uomo forte come Keiji per salvare l'isola di Ryukyu (de iure sottoposto al dominio dei Ming come la Corea, ma de facto con concessioni tali da risultare formalmente indipendente) dai soldati spagnoli che in veste di umili predicatori avevano intenzione di "evangelizzatare" la Corea modificando significativamente le rotte marine rendendole inaccessibili per la gente di Ryukyu, ma anche per il Giappone stesso. Yoshiro combatterà fino alla morte contro il soldato spagnolo Carlos, che darà non pochi problemi anche allo stesso Keiji data la sua enorme forza, e prima di morire, Yoshiro consegna un ritratto della figlia che aveva chiamato come la madre Lisa e chiederà a Keiji di mettersi in contatto con il figlio Yojiro. Keiji, innamorandosi a vista di Lisa vedendola solo in un ritratto, alla fine riesce a mettersi in contatto con Yojiro comunicandogli con tatto la morte del padre e finalmente partono per il mare verso Ryukyu, scontrandosi in una battaglia navale con Carlos che Keiji sconfigge, ma risparmia perché è anche lui innamorato di Lisa e rispetta i suoi sentimenti. Durante il viaggio, una tempesta farà naufragare la nave su cui sono a bordo i nostri eroi, Keiji viene sballottato verso Ryukyu dove perde momentaneamente la vista e viene accolto, con non poca diffidenza, dal popolo dell'isola per volere di Lisa che segue il cavallo Kazematsu e ritrova il suo padrone ferito, instaurando con lo stesso un ottimo rapporto nonostante non sia in grado di vederla. Keiji difende Lisa da uno spasimante violento e prepotente che viene poi ucciso dal suo stesso fratello Hozan che chiede scusa a Keiji e farà parte del suo seguito per proteggere Lisa come desiderato da suo padre che glielo aveva chiesto in passato, tuttavia la ragazza sarà rapita dagli uomini del re Shonei, guidati da un tal Moko, a sua totale insaputa. Keiji viene informato degli eventi da Hozan e partono per Naha dove si imbattono in una nave pirata diretta nella stessa direzione che trattiene come prigionieri i vassalli di Keiji, Yojiro, e dei pirati cinesi guidati dalla bella Shunrei che prendono controllo della nave di schiavi con cui erano prima alleati. Keiji con il suo carisma e la sua determinazione di salvare la donna che amava, fa colpo si Shunrei che decide di seguirlo per la curiosità di conoscere le virtù di Lisa. L'incontro con Lisa è tutt'altro che facile, Shonei e Lisa in passato si erano amati, ma dopo la morte del padre del giovane, era divenuto di colpo il nuovo re, quindi una grossa responsabilità gravò su di lui per governare il paese e i 2 dovettero lasciarsi, ma ora che Lisa era con lui, non aveva più intenzione di lasciarla andare. Moko si opporrà a Keiji per impedire il suo incontro con il sovrano perché reputa che Lisa sia l'unica a sollevare il suo animo di Shonei e a farlo governare serenamente, ma dopo essere stato sconfitto, egli concederà a Keiji di incontrare il sovrano, non prima di aver sconfitto un altro illustre personaggio di nome Ryuki che, per gelosia nei confronti di Moko per la sua posizione, vuole attuare un colpo di stato per governare egli stesso Ryukyu commerciando con un damyo straniero, e accusando Moko di essere un traditore per aver ospitato una spia di Hideyoshi e quando messo alle strette tenta di ricattare persino Shonei prendendo in ostaggio Lisa. Fermato Ryuki, invece di ammazzarsi a vicenda, Shonei che dimostra di amare davvero Lisa senza pretenderla come una proprietà, dopo aver conosciuto l'uomo di cui si era innamorata e riconosciute le sue virtù, ci rinuncia e Keiji può portare con se in Giappone Lisa. La vita tranquilla di Keiji e Lisa non dura moltissimo, dopo la morte di Hideyoshi, che non riesce a concretizzare il suo proposito di condurre una guerra in Corea, inizia una feroce battaglia per la lotta al potere dove Ieyasu ha tutte le carte in regola per diventare il nuovo dominatore tra cui anche i territori di Kaga dopo la morte dello zio di Keiji dopo il giuramento di fedeltà della vedova Matsu. Keiji vorrebbe starne fuori, ma quando viene a sapere che i detrattori di Kagekatsu lo avevano accusato di stare cospirando una rivolta ad Aizu, e in nome della loro amicizia, Keiji decide di scendere nuovamente su campo di battaglia per difendere il buon nome degli Uesugi e l'amico Kanetsugi anche con mezzi diplomatici.
Considerazioni finali
Di pagina in pagina è impossibile non confrontare Keiji con Ken, sia per il loro aspetto fisico che per il loro carattere, anche se senza dubbio, Keiji è molto più allegro di quel musone di Ken, nonostante sia sempre generoso, ligio a un complesso codice morale (che lo porta spesso a rispettare le ferite di battaglia dei suoi più acerrimi nemici e di dargli una seconda opportunità di confronto sul campo da battaglia) e pronto a difendere il prossimo in più occasioni dai prepotenti siccome non discrimina nessuno con inaudibile ferocia, e a tal proposito, come avveniva in Ken il guerriero, le illustrazioni superlative di Hara ci mostreranno una grande profondità dei personaggi in tutta la loro umanità, e anche per le vicende drammatiche di alcuni personaggi che compaiono in una sola tavola, ci scapperà sempre qualche lacrima. Ci sono poi inoltre anche altri aspetti che ricordano la ben più nota opera dedicata al dopobomba, Kazematsu è un palese omaggio al cavallo Re Nero di Raoh, possente, dignitoso in tutto il suo vigore e sulla sua groppa Keiji è inarrestabile. Nei primi volumi grosso modo il fumetto cercava di rappresentare gli eventi in modo realistico per quanto l'idea di uomini che da soli riescono a falciare via interi eserciti non sia propriamente accuratissima, ma l'ispirazione di Ken ritorna sempre nei disegni di Hara, così come la comparsa di personaggi dalla statura innaturalmente troppo alta, orchi, qualche leggerissimo accenno alla magia, oltre a guerrieri che con particolari tecniche possono squarciare i loro avversari a mani nude come se fossero di burro. Essendoo un fumetto storico in stile Chanbara, a volte alcuni aspetti culturali legati al senso d'onore e alla necessità di praticare l'harakiri o a imporlo, possono sembrare sicuramente oscuri per un pubblico occidentale non abituato a tale cultura antica, ma se come me siete appassionati dei Chanbara del maestro Akira Kurosawa, questo è sicuramente un fumetto imperdibile da leggere.
Voto: 8/10
Gerry
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