Molto bene carissimi amici, oggi trattiamo un film thriller del lontanissimo 1975, conosciuto internazionalmente come The Bullet Train e in madrepatria come Shinkansen Daibakuha, uscito in un periodo storico conosciuto tristemente in Giappone per una serie di attentati dinamitardi, e con una premessa assai simile a Speed uscito ben 19 anni dopo. Inoltre quest'anno su Netflix è uscito quello che possiamo definire un reboot mascherato da sequel in quanto i personaggi faranno riferimento a un vecchio attacco terroristico dinamitardo, a scopo di estorsione, avvenuto 50 anni prima a bordo di un precedente modello di Shinkansen, mostrandoci gli eventi passati anche con filmati d'archivio della 1ª pellicola. Non a caso in madrepatria ha lo stesso titolo del predecessore, lasciando intendere che si tratta di un semi-reboot, mentre in occidente, per dare l'idea di un sequel, è stato intitolato The Bullet Train: Explosion.
Nel 1º capitolo, un trio criminale formato da reietti della società composto dalla mente del piano Okita, ex proprietario di un'azienda manifatturiera finita in bancarotta, divorziato e con un figlio piccolo, l'ex studente universitario rivoluzionario con precedenti Koga, e l'ex dipendete Hiroshi, acquistano da un uomo di nome Fujio, della dinamite per minare lo shinkansen Hikaru 109 con una sofisticata bomba che si attiva (similmente a Speed) una volta che il treno raggiunge gli 80 km/h per richiedere al governo la modica cifra di 5 mln di $ per salvare 1.500 passeggeri a bordo che saranno intrappolati con il rischio che il treno possa esplodere se il macchinista non riesce a mantenere una velocità superiore agli 80 km/h, promettendo di spiegare come si disattiva la bomba una volta ricevuto il pagamento. Fujio non era a conoscenza dei piani precisi del trio, ma voleva unirsi al colpo e guadagnare di più con parte del bottino minacciando di cantare; tuttavia viene arrestato per ubriachezza molesta e trattenuto per vecchi reati. Tra i vari passeggeri che salgono sul treno, viene condotto come prigioniero dalla polizia proprio Fujio che a breve sarebbe divenuto una delle potenziali vittime dei terroristi, avremo dunque un botta e risposta tra il direttore della compagnia di shinkansen Kuramochi (che dopo aver ricevuto una chiamata dai terroristi e costata che non stavano scherzando dopo l'esplosione di un treno merci minato alla stesso modo) e il macchinista Aoki che segue passo dopo passo i suoi suggerimenti per evitare collissioni con altri treni e a che velocità procedere durante il percorso per evitare di rallentare fino agli 80 km/h mentre subisce la pressione dei passeggeri che, una volta compresa la situazione in cui si trovano, inizieranno a essere preda di attacchi di isteria. Interessante la componente investigativa di un'eccellente task force che viene istituita per cercare di scoprire come disinnescare il sofisticato sistema delle bombe piazzate a bordo del treno, mentre tentano di catturare i criminali di cui vengono approfonditi i retroscena strazianti per farli empatizzare con il pubblico per quanto, nonostante la loro disperazione, non sono nel modo più assoluto giustificabili.
Considerazioni finali
A mio avviso, il 1º film è un cult dimenticato che meriterebbe di essere riscoperto, e spero che grazie a questo seguito oltre tempo massimo, secondo me con idee interessanti, ma non all'altezza, molti decidano di andarselo a recuperare. Ottima la recitazione, la componente investigativa e i momenti di alta tensione, il seguito/reboot mantiene ottimi livelli di interpretazione degli attori, qualche scelta narrativa non mi ha particolarmente entusiasmato come il pretesto, fin troppo banale per giustificare l'uscita del sequel, e le motivazioni della giovane attentatrice e il modo in cui si fa manipolare a tal punto da un uomo sui social, da rivedere nello shinkansen il proprio padre che deve essere distrutto. In complesso il sequel è un buon film d'intrattenimento, ma consiglio vivamente il film originale del 1975.
Voto: 7/10
Gerry
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