Molto bene carissimi amici, oggi recensiremo la saga di The Jester, esordita prima con una serie di corti e in seguito con 2 lungometraggi (di cui 2º episodio ancora inedito) diretti da Colin Krawchuk, molto, troppo ispirati ad Art il clown della saga di Terrifier, che però hanno una propria personalità. In realtà i 2 film sono molto differenti e possono essere visti anche autonomamente, il 1º episodio presenta la figura del giullare (Jester) più come una metafora della depressione ed è particolarmente originale e interessante, mentre il 2º episodio, per quanto godibile, propone una storia Horror più tradizionale fornendo anche una giustificazione agli efferati delitti del giullare.
Nel 1º episodio, un uomo tormentato stringe in mano una sua foto insieme a una delle sue 2 figlie avute da 2 matrimoni differenti a notte fonda della vigilia di Halloween, e si mette in contatto telefonico con Emma, la figlia avuta dal 1º matrimonio che aveva abbandonato per risposarsi, semplicemente per parlarle e chiederle scusa per ciò che aveva fatto a lei e sua madre e cercando anche di fornire i suoi motivi, ma Emma glaciale riattacca e l'uomo che sembra aver chiamato la figlia costretto dall'inquetante presenza dell'elegante giullare vestito con un abito arancione, dopo il suo fallimento di riconfiungersi con Emma viene impiccato dal giullare con i suoi poteri paranormali. Al funerale dell'uomo dato per suicida si presenta la figlia Emma che nonostante l'odiasse, sperava che una volta che l'uomo fosse stato sepolto avrebbe dissipato la sua rabbia, ma al contrario sentiva una grande tristezza, tuttavia accetterà di parlare con la sorellastra Jocelyn, ma non se la sentirà di allacciare alcun rapporto con lei e di affogare nell'alcol ciò che ha dentro. Dopo aver comprato una bottiglia di una bevanda super alcolica, la donna viene tormentata da uno strano uomo che non parla, ma si muove come un mimo che vuole costringerla a scegliere una carta per realizzare un trucco, e se lo ritroverà ovunque proprio come la sua sorellastra, e le 2 donne saranno perseguitare da visioni in cui il padre rinfaccerà soprattutto ad Emma il fatto che ha tentato di riunire la famiglia e che lei non aveva voluto, e di fare uccidere Jocelyn da Emma. Emma però non cede, comprende che l'inquietante presenza era una sorta di "malattia" che il padre non era riuscito a scrollarsi di dosso (palesemente depressione) e lei non avrebbe fatto altrettanto, ritorna la scena del cimitero iniziale ed Emma, conscia che è pur non essendo impossibile guarire dalla depressione, è comunque estremamente difficile, sa che dovrà portarsi addosso la depressione incarnata nel giullare per tutta la vita, ma vuole comunque lottare per guarire iniziando a riallacciare i rapporti con la sorellastra.
Come abbiamo scritto anche nell'introduzione, il 2º capitolo si presenta diversissimo dal suo predecessore attraverso uno schema narrativo più tradizionale e abbastanza scontato che però diverte ugualmente. Se nel 1º film il giullare era più una metafora della depressione, che però si diveriva a fare fuori tutti coloro che avevano la sfortuna di incrociarlo, o di fermare la sua catena di omicidi, con l'inganno e trucchi di prestigio, in questo film il giullare ha un preciso movente. Il giullare era un'artista di incompreso, che strinse un patto con un'entità conosciuta come il "grande ingannatore" dopo che questi si era presentato per reclamare la sua anima ed era stato ingannato da uno dei suoi trucchi magici, così arrivarono all'accordo di donargli le anime di 4 persone, dopo essersi esibito in un trucco di magia, prima che una candela si spegnesse nella notte di Halloween, ma i sacrifici dovevano essere visionati categoricamente dalla presenza di un osservatore affinché le 4 anime potessero essere accettate. Con i suoi poteri illimitati, il giullare potrebbe adempiere a questo macabro rituale in un secondo, ma è troppo sadico e si diverte ad uccidere più del dovuto e decide di prendere di mira una ragazza di nome Max che nonostante sia molto carina e ami i trucchi di magia, è ritenuta strana e bullizzata dai suoi conoscenti. Seguento la logica del precedente film, avevo previsto che in qualche modo stavolta il Jester rappresentasse sempre la depressione dovuta al giudizio degli altri e il dolore per aver subito derisioni e scherzi crudeli, ma invece il Jester vuole mostrargli un trucco per prendere la sua anima ma in realtà viene fregata involontariamente dalla ragazza che conosceva molto bene vari trucchi di magia costringendo il giullare ad allearsi con lei perché entrambi ora condividevano lo stesso destino, avendo ingannato a sua volta il giullare, se non avessero offerto le 4 anime e tro il tempo pattuito avrebbero sofferto per l'eternità. Max è buona come il pane, finge di assecondarlo ma non ha il coraggio di fare del male neppure ai peggiori bulli che l'avevano fatta soffrire e tenterà di trovare un modo per poter ingannare il giullare e spezzare la maledizione..
Considerazioni finali
Entrambi i film mi sono molto piaciuti, il taciturni giullare ha un look inquietante e la sua mimica è molto ispirata a quella di Art in clown, anche se indossando una maschera non possiamo osservare la sua bravura con la mimica facciale iconica di Art. Del 1º film ho apprezzato la tendenza sempre più consolidata (e spero che lo sia a lungo) dell'inalzare il genere dell'horror per affrontare anche determinate tematiche, e l'idea di non limitare il giullare a un clone di Art, ma di trasformarlo nella metafora della depressione e di affrontare l'importanza dei rapporti familiari e dei suoi drammi mi è molto piaciuta. Del 2º film invece, pur con una narrazione più classicheggiante e pochi spunti si riflessione, ho apprezzato la sua dinamicità e la sua protagonista Max che fa molta tenerezza e ha una sorta di ribalta sociale finale e di entrambi le morti strane e paranormali delle vittime del giullare.
Voto: 7/10
Gerry
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