Wake Up Dead Man: A Knife Out Mystery (2025): 3º caso (a tema liturgico) in cui non emerge solo l'infallibile ispettore Benoit Blanc
Molto bene carissimi amici, questo era uno dei sequel (perfettamente Stand-alone) dei franchise crime che più attendevo del 2025, ovvero il 3º capitolo di Knife Out intitolato Wake Up Dead Man che essendo sempre diretto da Rian Craig Johnson, presenta tutti gli ingredienti che hanno reso la franchigia di successo: un delicato e raffinato umorismo, un cast enorme e corale di super attori, e un caso assai intricato che coinvolge una gran moltitudine di sospettati che avrebbero voluto il male della vittima, compreso il co-protagonista e voce narrante della pellicola che assume un ruolo piuttosto rivelate rispetto ai capitoli precedenti in cui c'era esclusivamente l'onnipresenza dell'ispettore Blanc che in un'ultima chiosa finale dichiarerà il colpevole in modo teatrale e d'impatto.
Il film può essere idealmente suddiviso in 2 parti: nella 1ª si dà un grande spazio (anche attraverso le parole fuori campo del co-protagonista) alla figura del prete Jud Duplenticy, ex pugile pentito delle sue colpe che confesserà di aver ucciso un suo avversario che odiava sul ring avendo infierito su di lui dopo aver vinto il match. Le vecchie abitudini però sono dure a morire, dopo un'accesa discussione, Jud stende un diacono particolarmente fastidioso ricevendo, da un lato come punizione di essere riassegnato a una parrocchia newyorkese guidata dal burbero e controverso monsignore Jefferson Wicks, ma dall'altro l'approvazione silenziosa dei suoi superiori per aver dato una lezione a un diacono tanto odioso. Una volta giunto presso la parrocchia che gli era stata assegnata, Jud inizia subito a notare le stranezze del monsignore Wicks, dal suo modo bizzarro e volgare di confessare i propri peccati, al modo di elevarsi sopra i fedeli su una grossa pedana pronunciando sermoni taglienti e praticando il culto della propria personalità paragonandosi a Dio/Gesù, inoltre era nipote di un defunto e ricco reverendo che prese i voti dopo essere rimasto vedovo e aveva una figlia che non vedeva l'ora che morisse per ereditare il suo misterioso ed enorme patrimonio, scomparsa misteriosamente dopo non essere riuscita ad ottenerlo. I sermoni del monsignor Wicks non piacciono al giovane Jud che veementemente, ma in modo figurato, voleva distruggere la sua arte oratoria aggressiva che non seguiva gli ideali dell'altissimo e allontanava molti fedeli impauriti o disgustati, eccetto un ristretto gruppo che comprendeva anche la sua fedelissima segretaria e il giardiniere. Tuttavia, anche con questa ristretta cerchia, il monsignore ebbe un accesa discussione riguardante un figlio che fu un suo errore di gioventù e poco dopo aver pronunciato una litania per fare continuare a Jud la messa, fu ucciso all'interno di uno stanzino. Il 1º sospettato dell'omicidio fu ovviamente il giovane prete che a sua volta, vedendo il monsignore accasciarsi a terra per un probabile malore, era intervenuto per accertarsi della sua salute, ma essendo rimasto alcuni secondi all'interno dello stanzino, ipoteticamente avrebbe potuto appunto pugnalarlo; inoltre erano note le accese discussioni che ebbe con il morto ammazzato e il suo passato violento. Nella 2ª parte del film, per fortuna di Jud, interviene l'infallibile Blanc che affronta il caso a cavallo tra la fede e la razionalità cercando di scagionare il prete, ci saranno non pochi colpi di scena come la notizia del ritrovamento del misterioso patrimonio del nonno della vittima che apparentemente resusciterà miracolosamente (da qui il sottotitolo Wake Up Dead Man), ma si tratterà ovviamente di un espediente da parte del mandante e dei suoi complici per depistare le indagini.
Considerazioni finali
La durata del film di poco più di 2 ore è assolutamente necessaria per presentarci e approfondire psicologicamente il prete co-protagonista Jud Duplenticy, il suo passato tormentato, ma anche quello del controverso del monsignore Wicks e della sua ristretta cerchia di fedeli ognuno differente, con le proprie fragilità e i propri potenziali motivi per volere la morte di Wicks, ottima la loro scrittura resa ancora più realistica da un cast corale di tutto rispetto e dalla loro performance certosina; forse il personaggio meno interessante è proprio lo stesso ispettore Blanc (interpretato da un sempre ottimo Daniel Wrougton Craig) di cui oramai si sa già tutto e che viene decisamente ecclissato dal personaggio del giovane prete. La sceneggiatura scritta sempre dal regista è ottima e ci regala, come i suoi predecessori, un caso ricco di colpi di scena, per nulla banali e con una colpevole insospettabilissima.
Voto: 8/10
Gerry
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