Molto bene carissimi amici, nell'attesa del 2° capito di The Beekeeper in uscita nelle sale statunitensi il 15 gennaio 2027, oggi recuperiamo il 1° capitolo diretto da David Ayer, che si presenta un Action piuttosto stereotipato e banale, ma che sensibilizza il pubblico riguardo una piaga e gran rottura che ci riguarda tutti, e che colpisce sempre più le persone anziane più esposte data la loro scarsa conoscenza riguardo l'utilizzo delle tecnologie.
Il protagonista è Adam Clay, ex agente di un programma segreto americano denominato Beekeeper nato per far fronte diverse crisi che riguardano persino questioni extra statali come l'eliminazione di governi dannosi, paragonati ad api regine che producendo progenie difettose devono essere eliminate dai fughi in quanto sono un pericolo per l'intero alveare, che metaforicamente rappresenta la società. Il passato di Adam non è ben definito nel film, l'uomo accenna l'esistenza di una famiglia che però non ha potuto più rivedere, e sebbene abbia lasciato dietro di sé i Beekeeper, il suo precedente coinvolgimento nel programma segreto lo ha profondamente segnato e indottrinato al punto tale che decidendo di cambiare vita, sceglie di essere un apicoltore (Beekeeper appunto) siglando un contratto con una dolce signora che lo ha significativamente aiutato, affittatondogli un fienile nel quale può utilizzare i suoi macchinari e conservare il miele prodotto. Purtroppo però la donna, essendo anziana e per nulla una cima nell'utilizzo dei computer, diventa la vittima ideale da parte di un potente gruppo di call center e hacker che le infetta il PC e la chiama affermando di poterle risolvere il problema convincendola a scaricare un sedicente programma per risolvere il problema da remoto. Nonostante la titubanza, la donna per poter conservare alcune foto di famiglia a lei care segue le istruzioni di quei bastardi, cadendo vittima di phishing e perdendo gli interi risparmi di una vita, più la bellezza di ben 2 milioni di $ derivanti dai proventi della sua società benefica, e per disperazione, la donna si spara. Adam, ignaro di quanto successo, per ringraziare la donna degli enormi favori che gli aveva fatto, vuole regalarle un vasetto del suo miele, ma nota che la porta della sua abitazione era aperta e il rivelatore di fumo attivo, afferra un coltello temendo la presenza di qualcuno, e per questo, viene arrestato da un ottimo agente dell'FBI di nome Verona che è tra l'altro figlia dell'estinta. Adam fornisce una spiegazione convincente riguardo la sua presenza nella casa della suicida, e anche gli inquirenti dopo aver costato i conti vuoti della donna e la presenza di polvere da sparo sulla mano della donna suicida, finalmente non possono che scagionare Adam dichiarando che la donna era stata vittima di un gruppo criminale ben noto e quasi impossibile da rintracciare persino per i potenti strumenti a disposizione dell'FBI, ma non per i Beekeeper. Infatti, Adam dopo aver accettato le scuse di Verona per il suo equivoco, vuole vendicare la sua benefattrice e tutti coloro che hanno sofferto a causa del call center fraudolenti facendo una semplice chiamata a una sua conoscente che gli procura in un istante l'indirizzo della società con incassi stratosferici e dopo aver steso la sicurezza, nemmeno 10 minuti dopo, la stessa società viene fatta saltare in aria. Fine? Assolutamente no! La società distrutta era solo una delle altre numerose attività illecite del potente e giovane capo Derek Danforth che poteva contare sull'aiuto di un ex direttore della CIA corrotto, e sulla propria mammina che è niente meno il presidente degli Stati Uniti. Verona, insieme ad un collega, associa svariati omicidi all'apicoltore Adam, è sebbene aneli la vendetta per la madre, vorrebbe assicurare i colpevoli alla giustizia e si troverà costretta ad arrestare Adam, sempre che ci riesca.
Considerazioni finali
La trama non è sicuramente originalissima, ma quando si vede un film di Statham è davvero fondamentale? Ciò che conta è indubbiamente l'azione, esplosioni e botte da orbi con personaggi leggermente fuori dalle righe con scene davvero ben dirette, sebbene non sia poi questo grandissimo capolavoro. Senza dubbio però è degna di nota la denuncia, effettivamente poco trattata nei film, contro i call center e degli hacker che truffano milioni di persone, per il proprio tornaconto personale o per finanziare governi, approfittandosi soprattutto delle persone meno pratiche con l'utilizzo delle tecnologie per sottrarre loro forti somme di denaro provocando non solo un danno economico, ma soprattutto psicologico ai danni delle vittime dopo aver visto i risparmi di una vita, guadagnati con sudore e sangue, svanire come neve al sole portando addirittura a gesti estremi. Inoltre mi è piaciuto il linguaggio forbito che adopera metafore che vedono protagonisti api e calabroni usati dai Beekeeper, e da Adam che sebbene sia riuscito temporaneamente a uscire dal programma segreto, è oramai vittima del loro indottrinamento al punto che anche la sua seconda vita come reale apicoltore, è influenzata dal suo passato.
Voto: 6/10
Gerry
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