Molto bene carissimi amici, nella giornata di oggi 22 marzo 2026 la saga di Resident Evil spegne 30 candeline. Nell'attesa del nuovissimo live-action in uscita il 18 settembre, oggi voglio parlarci di un film diretto da Kiyoshi Kurosawa del 1989, da cui è stato tratto un videogioco esclusivo per Famicom targato sempre Capcom uscito nello stesso anno, che avrebbe ispirato Shinji Mikami, il papà di Resident Evil o meglio Biohazard in madrepatria.
Indubbiamente iniziando la partita, proprio come in Resident Evil quando i membri della squadra Alpha corrono per la loro vita fuggendo dai cani entrando nella villa Spencer, anche i giornalisti del film entrano nella villa Mamiya assieme al giocatore attraverso l'animazione di una porta che si apre che conduce in una stanza in cui non sappiamo cosa ci troveremo. La suggestiva animazione iniziale, ha ovviamente ispirato la saga di Resident Evil con le sue inquietanti porte che si aprono e chiudono lentamente.
Il gioco è stato pubblicato esclusivamente in Giappone, ma grazie a una traduzione della ROM in inglese, il gioco attualmente gode di una discreta fama mondiale e apprezzamento da parte dei fan degli RPG. Sweet Home è stato un RPG molto innovativo per l'epoca e le similitudini con Resident Evil non si limitano a una trama più o meno simile all'idea iniziale, ma anche nel gameplay.
Una troupe televisiva in compagnia di un'esperta in restauro chiede il permesso alle autorità locali per visitare la villa maledetta e off-limits di un pittore di nome Mamiya morto da decenni, in quanto era convinta che un ultimo affresco del pittore fosse ancora all'interno della residenza e degno di essere documentato e finalmente dopo qualche tentennamento, la troupe riceve l'ok e gli viene consegna la chiave. Dopo essere entrati, la troupe ode strani rumori e la produttice Akiko rischiò di essere schiacciata da una grossa trave di legno caduta all'improvviso, ma ciò non scoraggia la troupe che minimizza l'accaduto dovuto allo stato fatiscente della villa abbandonata, ma la sequela di eventi paranormali successiva si intensificherà quando il fotografo Taguchi usa irrispettosamente un teschio su una pila di pietre posto come sorta di amuleto di protezione, per rompere una serratura ed entrare in una stanza, iniziano così ad apparire affreschi su pareti che prima non c'erano, strane ombre si agiranno per la villa e la restauratrice Asuka viene posseduta da un'entità che reclama il suo bambino e tramite lei di notte scava nel giardino della villa riportando alla luce la tomba di un bambino che poi viene ri-seppellito dalla troupe incapacitata di muoversi perché la stessa restauratrice in preda a un delirio nel tentativo di fuggire frettolosamente danneggia la loro auto. Quando la misteriosa entità, che si scopre essere la moglie del pittore, decide finalmente di palesarsi, sia Asuka che Taguchi vengono brutalmente uccisi e gli unici superstiti saranno il regista Kazuo, la figlia adolescente Emi e Akiko che vuole bene alla ragazza come una figlia (e proprio il fatto che per lei è come una figlia sarà fondamentale per sopravvivere alla fine) e ricambia garbatamente i sentimenti di Kazuo rimasto vedovo. I superstiti non potendo fuggire, ricevono l'aiuto di un vecchietto di nome Yamamura, proprietario di una stazione di servizio, insospettabile esorcista e colui che aveva posto il teschio sulle pietre come amuleto per tenere a bada lo spirito inquieto della moglie del pittore che aveva perso il figlio che aveva appena iniziato a camminare in una fornace in cantina accesa mentre stava giocando, da allora la donna impazzita dal dolore, similmente a Frederick Charles Krueger, aveva riservato la stessa sorte del figlio ad altri bambini che aveva rapito e bruciato per dare dei compagni di gioco a suo figlio prima di suicidarsi lei stessa per non cadere nelle mani delle madri delle giovani vittime furiose, e poco dopo la sua morte, lo segui anche il marito qualche anno dopo. Emi viene ingannata dallo spirito della moglie del pittore e rapita, il signor Yamamura dà la propria vita per salvare la ragazza che viene nuovamente rapita, e sarà Akiko (mentre Kazuo scompare nel nulla nel tentativo di salvare Emi) ad avere sangue freddo per riscattare la ragazza scambiandola con la salma del bambino contenuta nella piccola bara in modo che si potesse ricongiungere con la moglie del pittore.
Considerazioni finali
Il film è generalmente serioso, con effetti discreti per l'epoca, e buone atmosfere Horror, ma non mancano momenti umoristici (che andrebbero meglio in un film d'animazione) accompagnati da una musica vivace che a mio avviso stona con il resto del film come ad esempio i tentativi di Emi di esortare il padre vedovo Kazuo di provarci con Akiko, o il bizzarro e coatto fotografo Taguchi che con la sua sbadataggine danneggiare la villa con nonchalance e provoca involontariamente il risveglio della moglie del pittore e le terribili ombre che uccidono brutalmente e sono deboli alla luce. La 1ª parte del film è quindi abbastanza lenta e l'umorismo come scrivevamo rende il film pesante, ma dalla 2ª parte invece il ritmo diventa più incalzante e abbiamo un finale commuovente in cui la madre abbraccia il proprio bambino e da yōkai da manuale, non ha più ragione per essere rancorosa e ascende con lui al cielo con un lieto fine finale piuttosto telefonato in cui Emi può di nuovo abbracciare il padre e avere potenzialmente una 2ª madre che già considerava tale. Un film senza dubbio a basso budget, non noto come lo stra-famoso Pulse (Kairo) del regista, con i suoi difetti per lo più dovuti a tempi leggermente dilatati, ma che meriterebbe comunque una visione per gli appassionati di J-Horror.
Voto: 6/10
Il videogioco
Premetto che non ci ho giocato personalmente, ma ho visto qualche gameplay per costatare le similitudini e l'ispirazione che ha avuto dal film e il videogioco Shinji Mikami per la realizzazione del suo Biohazard/Resident Evil. In effetti, al principio il piano era realizzare un remake in 3D di Sweet Home, ma non avendo avuto la possibilità di ottenere la licenza, è nato il 1º episodio della saga di successo che conosciamo che possiede molti elementi del videogioco per il Famicom/NES in comune.
Il gioco è stato pubblicato esclusivamente in Giappone, ma grazie a una traduzione della ROM in inglese, il gioco attualmente gode di una discreta fama mondiale e apprezzamento da parte dei fan degli RPG. Sweet Home è stato un RPG molto innovativo per l'epoca e le similitudini con Resident Evil non si limitano a una trama più o meno simile all'idea iniziale, ma anche nel gameplay.
Il gioco possiede ben 5 finali ciascuno personaggio del nostro party ha un proprio oggetto base e capacità uniche che ci permettono la risoluzione di determinati puzzle oltre a difenderci dai nemici che come ogni buon RPG classico compaiono casualmente. Il gioco permette di salvare e caricare in qualsiasi momento e ciò sarà utile se vorremo finire il gioco con un determinato finale, infatti, potremo curare i nostri personaggi con oggetti curativi rari e con il contagocce e in alcuni casi (come Resident Evil) i personaggi si separeranno, ma in caso di loro morte sarà permanente e inciderà sull'esito del finale. Oltre agli incontri casuali con i nemici, ci saranno occasionalmente parti più action e persino QuickTime Events e attraverso documenti e diari che troveremo sparsi in giro abbiamo un approfondimento della trama.
Oltre a Lady Mamiya moglie del pittore, che anche nel film troviamo prima in veste di yōkai tradizionale (tipo Sadako/Samara) e poi come un mostro simile Cronenberghiano, il gioco ha diversi altri mostri (oltre alle anonime ombre del film) che possono provocare diversi stati come avvelenamento, maledizione, congelamento ecc... Un gioco dunque davvero notevole anche dal punto di vista grafico e considerato il precussore non solo di Resident Evil, ma anche del genere Horror Survivor introdotto proprio da quest'ultimo, e che prima o poi dovrò recuperare anche se non sono un grosso amante degli RPG classici.
Gerry
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