Molto bene carissimi amici, dopo aver trattato il film d'animazione del noto franchise Predator (qui) uscito qualche mese fa, oggi recensiamo il nuovo film live-action intitolato Predator: Badlands sempre diretto da Dan Trachtenberg.
Contrariamente ad altri film che si limitano a mostrare i Yautja semplicemente come la razza predatrice perfetta dotata di armi avanzatissime e fighissime, questo film esplora la società aliena e le loro usanze come mai prima d'ora. Tutti gli appassionati di Predator sapranno benissimo che per gli Yautja la caccia/safari e la raccolta di trofei rappresenta uno status symbol, ma per la 1ª volta, in veste di protagonista troviamo uno di questi gigantoni molto inesperto e debole, (ovviamente per i loro standard, rappresenterebbe comunque una seria minaccia per un comune umano) di nome Dek, molto legato al fratello Kwei, il quale infangherebbe il buon nome del clan secondo suo padre, per cui deve essere ucciso proprio per mano del fratello. Tuttavia, Kwei si ribella e lotta contro il padre riuscendo, prima di essere ucciso, a programmare la rotta dell'astronave di Dek verso il pianeta Genna, habitat di una creatura micidiale, il Kalisk, (di cui lo stesso padre nutre terrore) che Dek vorrebbe uccidere e portarne la testa al suo clan guadagnando onore e rispetto, oltre che a vendicarsi uccidendo il padre. Su Genna Dek non è solo, non conoscendo il pianeta sul quale qualsiasi cosa può ucciderlo, viene beccato da un dardo lanciato da una strana pianta che lo paralizza è mette in serio pericolo la sua vita, ma dopo aver accettato l'aiuto di una sintetica di nome Thia di proprietà della Weyland-Yutani, che come da sua politica aziendale stava cercando sul pianeta armi biologiche, accetta suo malgrado una cooperazione con la sintetica che promette di condurlo verso il suo obiettivo in cambio della ricerca delle sue gambe strappate via dalla stessa bestiaccia e di cercare anche quella che considera sua sorella sintetica dopo aver ascoltato la triste storia del suo compagno alieno. Tra un pericolo e l'altro, Thia che non riesce mai a la star zitta (usando un linguaggio quasi da nerd che si entusiasma per qualsiasi cosa) in quanto sintetica dotata di coscienza, cerca di alzare il morale di Dek convincendolo che per quanto gli sia stata impartita una ferrea disciplina ed educazione che prevede tra le sue massime il cacciare da solo, Thia spiega che nella società nessuno può vivere da solo, la vera forza è data dall'aiuto reciproco come un branco di lupi. A sostegno della tesi di Thia, dopo una battuta di caccia a cui si unisce una creatura simile a una sorta di scimmia chiamata dalla sintetica Bud che salverà i 2, la stessa sputando Dek vuole marcarlo perché intende fare di lui un membro del suo clan e Dek comprende che non esiste solo un tipo di società violenta e chiusa come quella Yautja, ma anche altre basate sul rispetto e l'aiuto reciproco. Tuttavia Thia non racconta tutta la verità a Dek, la "sorella" Tessa che si attiene con zelo alla disposizioni della Weyland-Yutani e dell'IA Mother, sta dando la caccia al Kalisk per le sue capacità rigenerative che lo rendono virtualmente immortale, ma allo stesso tempo vorrebbe che Dek divenisse proprietà della multinazionale per sfruttare le tecnologie Yautja e impressionare i suoi creatori.
Considerazioni finali
Ho sempre trovato affascinante la società Yautja basata su alcune società tribali o degli antichi nativi americani in cui sono previste prove e riti di iniziazione basati sulla caccia e prove di forza per il passaggio all'età matura, ma fin'ora ho sempre visto i Predator come film di intrattenimento per godermi i safari sanguinolenti di un cacciatore che bracca umani e specie pericolose come se fossero semplicemente trofei di leoni, orsi ecc... con la possibilità anche di poter essere ucciso. Mai mai come ora, come ho già scritto, avrei pensato di vedere un film che trattasse la società Yautja in modo così interessante e soprattutto non avrei mai immaginato di provare empatia per uno Yautja quale Dek che per il suo enorme affetto verso il fratello e la sua fragilità è molto umano, la morte stessa di Kwei è senza dubbio il momento più drammatico e impattante. Nella 1ª parte del film Thia è un personaggio fin troppo macchiettistico, con un modo di parlare da teenager nerd poco consono a un sintetico per quanto abbia sviluppato una propria personalità e sentimenti, e dobbiamo sorbircela per parecchio perché Dek ha bisogno di lei in quanto "strumento", ma spezzando una lancia a suo favore sarà una buona ascoltatrice che nella massima che nessuno può vivere da solo senza l'appoggio di nessuno, racchiuda il vero valore e la forza dell'essere umano, che per quanto un messaggio poco originale, emerge in modo congruo e perfettamente contestualizzato. Molto interessante invece il vero villain Tessa che al contrario di Thia sembra aver avuto un'attimo di umanità cercando di salvare la sua compagna, ma che preferisce continuare a essere una macchina e obbedire ciecamente alle direttive della Weyland-Yutani, epico (come del resto tutti i combattimenti) lo scontro tra lei e il Kalisk a bordo di un enorme e pesantemente armato mezzo della multinazionale che fa l'occhiolino al 2º Alien. Il finale aperto lascerebbe intendere almeno un altro sequel.
Voto: 8/10
Gerry
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