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Sisu: Il vendicatore (2025): Un nuovo duro viaggio per il "loquace" Aatami Korpi verso la vendetta

Molto bene carissimi amici, oggi parliamo dell'ottimo sequel, che a mio avviso potrebbe concludere anche la serie (nonostante sembrerebbe possibile l'uscita di un 3º capitolo), di Sisu (la recensione del 1º la trovate qui) intitolato Il vendicatore (Road to Revenge), diretto sempre da Jalmari Helander che presenta più o meno uno schema fisso simile al precedente capitolo con l'eroico soldato Aatami Korpi, terrore dei sovietici, in veste di antieroe che vorrebbe stare lontano dai guai, ma questi, durante un suo lungo viaggio per importanti motivi in lungo e in largo per la Finlandia, lo troveranno sempre. Si tratta dunque sempre di un Road Movie in 7 capitoli, ma anche un Revenge Movie perché lungo il cammino del suo viaggio incontrerà un vecchio nemico con cui chiudere i vecchi conti.


Nel prologo iniziale, con la fine della 2ª guerra mondiale la Finlandia è costretta a cedere territori all'URSS nel 1946 come accordo di pace. Un soldato sovietico prigioniero in un campo in Siberia, di nome Draganov, fu complice con la sua squadra di aver massacrato la famiglia dell'immortale Aatami, ma siccome l'ex soldato è giunto in URSS per smontare la sua vecchia casa (ora territorio sovietico) ricordando tristemente la sua famiglia per ricostruirla in un altro luogo caricando le assi di legno su un camion, gli viene offerta la possibilità di essere libero e ricco qualora fosse riuscito ad uccidere Aatami vendicando migliaia di soldati sovietici uccisi da lui. Aatami sul confine, dopo un rapido controllo di frontiera, incontra il suo vecchio nemico, che non riconosce, insieme a una squadra di soldati che annienta velocemente e brutalmente, ma invece di fare fuori Draganov terminando il film a nemmeno una ½ h dal suo inizio, inaspettatamente lo risparmia e prosegue dritto sulla sua strada continuando a essere inseguito da Draganov e soldati sovietici a bordo di motociclette pesantemente corazzati, e persino da bombardieri che lo fanno uscire di strada e cadere in mare, ma con la forza della disperazione (il famoso concetto di Sisu finlandese) che tiene sempre in vita Aatami, riesce a slegare le assi e a recuperarle grazie al fatto che possono galleggiare, e non perdendosi mai d'animo, in un modo o nell'altro le caricherà a bordo di qualche veicolo affrontando più volte Draganov e i suoi soldati venendo persino catturato. In un momento di vulnerabilità di Aatami legato saldamente, il suo antico nemico gli ricorda boriosamente chi è e che cosa fece alla sua famiglia scavandosi la fossa da solo nel brevissimo futuro.

Considerazioni finali

Come già anticipato, il film segue più o meno le stesse meccaniche del precedente capitolo, la "via della vendetta" del titolo originale non è quella preferenziale di Aatami: Come nel precedente film, è un uomo pacifico e silenzioso che viaggia tanto, ma guai a pestargli i piedi; non ha alcuna intenzione di vendicarsi di Draganov che non riconosce nemmeno, ma solo di poter portare via la sua casa e i ricordi di una vita via dal territorio ora sovietico. Solo quando Draganov crede di averlo in pugno e gli rivela chi è il penultimo capitolo si intitola "vendetta" perché Aatami ora ha un motivo decisamente personale per cancellare dalla faccia della terra un simile mostro. Come il precedente capitolo, anche questo film è pieno d'azione, forse un po' più esagerata, ma che tiene fino all'ultimo frame incollati allo schermo. Molto bello il capitolo d'epilogo commuovente anche se Aatami non pronuncerà neppure una parola fino alla fine: Giunto in territorio amico, l'ex soldato inizia i lavori per ricostruire casa sua, e degli uomini si offrono di aiutarlo e dalla commozione non sa cosa dire, ma un uomo lo anticipa dicendo che non c'era bisogno di dire nulla.

Voto: 7/10

Gerry

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